Le Intercettazioni Ambientali

A seguito della conoscenza di determinati fatti, o per la carica che si ricopre, si potrebbe essere vittima, ovviamente contro la propria volontà, di intercettazioni ambientali.

In cosa consistono?
Le intercettazioni ambientali consistono nelle attività che permettono di scoprire tutto ciò che avviene in un determinato ambiente (pubblico o privato) attraverso suoni, foto e video. Tramite le nuove tecnologie è possibile mettere in pratica un’intercettazione nascondendo delle microspie ambientali in qualsiasi punto o luogo di interesse: una lampada da ufficio, la cornice di un quadro, nello specchietto retrovisore dell’auto aziendale o di proprietà, o ancora all’interno di una presa di corrente o un rilevatore antifumo da soffitto o un posacenere da tavolo.

Le microspie si suddividono in diversi tipi, si va infatti dalla microspia volta alla registrazione vocale (trasmettitore vocale), a quella che registra video o foto (microtelecamera).
Si pensi al danno che si potrebbe arrecare alla propria azienda in quanto eventualmente depositari di segreti industriali o notizie delicate anche in ambito anche privato, politico o pubblico.

Il nostro team di esperti, attraverso una bonifica ambientale, effettuata con rilevatori altamente innovativi e professionali, è in grado di rilevare la presenza di trasmettitori o telecamere nascoste e portare nuovamente l’ambiente allo stato puro.

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Keylogger, come difendersi?

Grazie alle nuove tecnologie e alle nuove forme di crime intelligence le frontiere del cyber crime si stanno espandendo in maniera esponenziale. I nuovi antivirus, sempre più attenti e precisi nel rilevamento delle minacce all’interno dei nostri personal computer a volte non riescono a trovare quelli che sono i virus homemade.

“Esistono strumenti informatici che permettono di registrare tutto ciò che viene digitato sulla tastiera, dunque password, email, codici bancari e informazioni private, i Keylogger”.

Il Keylogger è uno strumento di sniffing (ossia l’attività di intercettazione passiva dei dati che transitano in una rete telematica) che si ramifica in due tipologie, hardware e software.

Il Keylogger di tipo hardware nella maggior parte dei casi è un micro dispositivo, dunque un oggetto di natura fisica, che si collega direttamente alla tastiera. Completamente differente è il secondo tipo,  ovvero il Keylogger di tipo software, poiché si sostanzia in un programma, sempre di tipo sniffer, in un oggetto virtuale e non fisico, il quale appunto svolge la funzione di registrare, “sniffando”, tutte le digitazioni che si pongono in essere sulla tastiera.

Ovviamente risulta molto difficile da individuare anche perché viene immesso nel sistema totalmente all’insaputa del soggetto, solitamente attraverso un trojan (chiamato anche trojan horse, ovvero cavallo di Troia, la cui peculiarità è quella di inserirsi all’interno di un altro programma in esecuzione così da camuffarsi come inoffensivo) o un worm (sempre un tipo di malware che ha la capacità di auto replicarsi in forma autonoma).

Con la crescita delle tecnologie antivirus ovviamente crescono in maniera esponenziale quelle che cercano di aggirarle, così  con il passare del tempo questi keylogger, da semplici “registratori” o “copiatori” di ciò che veniva digitato attraverso la tastiera, ora hanno la capacità di registrare anche ciò che viene proferito in prossimità del dispositivo, così come registrare video attraverso l’attivazione della cam posta all’interno del pc.
Quest’ultimo tipo sta dilagando all’interno del cyber crime proprio per il fatto di poter, dopo aver registrato a sua insaputa la vittima, ricattarla sotto minaccia di pubblicare le registrazioni video che sono state effettuate.

Ovviamente per difendersi da tutte queste minacce a volte non basta installare all’interno del computer un sistema di difesa di tipo firewall (la cui funzione è quella di bloccare, tra le tante, l’azione di keylogging), poiché molte volte i keylogger inventati in casa non riescono ad essere trovati con una semplice scansione ma occorre un vero e proprio controllo da parte di un tecnico specializzato per la bonifica dell’elaboratore.

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